domenica 6 maggio 2012

Castello di Montebello mistero o realtà :

fortezza di origine militare romana.
Lasciata la costiera romagnola alle spalle, tutta piadina turisti e spiaggie, ci si avventura per colline alla ricerca di castelli e leggende.







In questo luogo battaglie, magici panorami, leggende di fantasmi, si mescolano tra loro.









La rocca, posta su una collina tra vigneti e ulivi da una parte e a strapiombo sulla Val Marecchia dall' altra, ha conservato nei secoli grazie alla sua posizione solitaria, una struttura medievale pressoché intatta.





Oltre i suoi bastioni e dietro la sagoma del castello le colline degradano verso la pianura e il mare.








All'orizzonte, nei giorni di sole, si scorgono le sagome dell'Appennino scuri di boschi, o la distesa azzura del mare Adriatico.








La leggenda narra che Guendalina Malatesta, figlia del regnante, bambina albina che per il solo fatto di avere i capelli bianchi, da una usanza del tempo, sarebbe stata uccisa al giungere della maggiore età per stregoneria. La madre cercava, tingendole i capelli con delle erbe, di salvare la figlia, ma visto che gli albini non hanno pigmentazione, le tinture avevano reso i capelli un po’ azzurrini, da qui il nome della leggenda.


Un giorno della metà del 1300, mentre Azzurrina giocava con una palla di pezza , scomparve mentre inseguiva la palla per le scale che portavano alla ghiacciaia, locale con solo una via di entrata.
Azzurrina non fu mai ritrovata nel castello.






Castello di Montebello - Azzurrina









Si dice ci sia la presenza di questa bambina, che corre, gioca, lascia delle impronte di piedi sulle travi. Tutti gli anni che finiscono per 0 o per 5 nella data della scomparsa della bambina, si senterebbe la piccola piangere.
Molti i testimoni: una troup della Rai che casualmente riuscì a registrare suoni e voci durante un documentario, l ’Università di Bologna registra un nastro, ove si odono suoni di un pianto di bambina alternato a dei tuoni di temporale.
E la leggenda continua...




Nessun commento:

Posta un commento