martedì 22 maggio 2012

Gorges du Verdon le rughe della terra :

è un canyon spettacolare che forma un confine tra la Alpes de Haute-Provence e la Var.

Fino a 700 m di profondità, 21 km di canyon una larghezza che varia tra i 6 e 100 metri sul fondo e da 200 a 1500 m al suo bordo.
Anche se è molto più piccolo di Arizona Grand Canyon, primo al mondo, le Gorges du Verdon è profondo, compatto, bello e selvaggio, rimenendo il più grande d' Europa.


Quindi caricata la moto e inserita la mappa sul serbatoio, seguiremo la strada, danzando ritmicamente seguendo le curve scavate nel crinale tra  la parete rocciosa e i parapetti di sasso che proteggono lo strapiombo.


Il canyon è rimasto inesplorato fino al 20° secolo. Armand Janet tentato un'esplorazione canoa nel 1896, ma rinunciò a causa delle violente correnti.

Nel mese di agosto del 1905, lo speleologo Edouard Alfred Martel fece la prima esplorazione completa delle gole.



A Rougons, dal Point Sublime, il fiume precipita nelle strette pareti di roccia, e vi rimane fino a quando non esce l'estremità occidentale prima di sfociare nel Lac de Ste Croix.

Parcheggiata la moto nelle piccole piazzole ricavate strappandole alla roccia, ci si sposta sul lato opposto della strada per scorgere dai muretti di sasso, il mondo che si trova nella gola.
In questi momenti si scopre se la vertigine è presente nel nostro corpo e devo ammettere che anche non soffrendone, la sensazione di vuoto è amplificata in questi luoghi.


 


Si sale di quota scivolando lungo le curve del percorso arrivando a toccare i 900 m, in un ambiente dove il sole cuoce lentamente la pelle, l' arsura comincia a disidratare i corpi.
Sul fondo della crepa, scorre il fiume che in certi punti viene solcato da canoisti, che si avventurano lungo il suo corso e le sue rapide.








Si torna a quote più basse e la strada comincia a seguire il percorso del letto del fiume, quasi sullo stesso livello, che ricorda un pò la Gola del Furlo sita nelle Marche.


Una sosta-siesta per riprendere fiato, riodinare le immagini e le emozioni della giornata, gustata lentamente in queste rughe che il tempo ha creato sulla terra.

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